Walter L'Assainato
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Mario Gazzola
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Alla Triennale il geniale spettacolo di "thriller circus" degli spagnoli La Vispera, un ironico teatro danza ai confini del corpo femmineo, tra Cronenberg e Substance, inaugura la rassegna di nouveau cirque Fuori Asse Focus 2026 promossa da Quattrox4.
I titoli musicali e cinematografici memorabili dell'annata al tramonto secondo Posthuman, con i consigli di tre "Andrej": Carlo Cappi, Lanza e Peviani, insieme a quelli di Mario G e Franco Bocca Gelsi.
Perché l'anno più "dark" non sia ricordato solo per i suoi orrori.
Il secondo volume della rivista-antologia rinata ad opera di Andrea Carlo Cappi ruota sui loop temporali di Frederick Pohl che hanno nutrito il debutto cinematografico di Luigi Cozzi, la relativa sceneggiatura di Alfredo Castelli e racconti inediti del precursore Malcolm Jameson, dello stesso Cappi, di Mario G. e Claudia Perfetti.
Coreografato dal tedesco Moritz Ostruschnjak, l'instancabile danzatore Daniel Conant spazia dallo Schuhplattler tirolese al balletto classico, simulando passi di boxe, hip hop e gesti nervosi da teatro danza alla Bausch: in teatro come in musica l'ispirazione è un unico flusso.
La fiaba dei Grimm al tempo di The Substance ribalta il punto di vista sulla sorellastra sgraziata: il body horror/black comedy della bellezza come aspirazione sociale nel debutto cinematografico a tinte forti della norvegese Emilie Blichfeldt.
Il body horror emozionale del debuttante Michael Shanks si insinua abilmente fra le prime crepe nel rapporto di una coppia trentenne, facendole deflagrare attraverso la metafora del loro letale "incollamento dermico". In sala dal 1 ottobre.
Come profetizza il titolo, il secondo capitolo della trilogia lesbo di Ethan Coen, con tutti i cliché di un genere ormai maniera, non convince e tradisce il patto con lo spettatore. In sala dal 18.
Il nuovo film di Julia Ducournau punta al senso di emarginazione, intrecciando un misterioso contagio pietrificante, l'autodistruzione con la droga ai "comuni" problemi dell'integrazione razziale, culturale e dell'omosessualità. Con abbaglianti visioni pur in una sceneggiatura frammentaria.
Il film di Mike Flanagan, tratto da uno Stephen King non horror, gioca solo col fantastico ma per lanciare un formidabile inno alla vita: un universo intero in ognuno di noi, lunga, corta, fortunata o meno che sia.
Il secondo film del danese Salim è una discesa sottomarina nelle viscere dei sentimenti rimossi dal protagonista e nelle sue dolorose scelte passate: Lento, malinconico e lontanissimo dalla spettacolarità mainstream, esce nelle sale italiane per Wanted Cinema dal 26 giugno.
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