Commedia in danza fra i Palazzi dell’Hangar

Connessioni multilinguistiche: solo il 23 giugno all’Hangar Bicocca di Milano la compagnia di danza di Emio Greco e Pieter C. Sholten porta in scena il viaggio oltremondano di Dante nella scenografia surreale dei Palazzi Celesti di Kiefer.

 

 


La prima volta che ho visto i Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer all’Hangar Bicocca – non essendo un esperto d’arte contemporanea – mi son detto fra me e me che, pur senza giudicare il peso specifico dell’opera (quello cementizio è notevole!) nel suo campo, io ci avrei girato un cortometraggio là dentro, e di corsa anche. M’immaginavo già i barbarici danzatori-performer de La Fura Dels Baus appesi a dondolare dalle cieche finestre di quei reperti apocalittico-industriali.

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Beh, i catalani non sono ancora penzolati dalle desolate geometrie di Kiefer, però la fusione arte moderna-teatro danza ha avuto comunque luogo: dopo l’ardimentoso esperimento di fusione di Amleto e Alice (Hamlice) della Compagnia della Fortezza della scorsa estate, ora i curatori della rassegna Susanne Franco e Roberto Casarotto portano fra i Palazzi e fra le opere della mostra Terre Vulnerabili la compagnia dei due coreografi – l’uno italiano, l’altro olandese – Emio Greco e Pieter C. Sholten con La Commedia.

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Si tratta di un progetto in corso dal 2006 con Hell, cui han fatto seguito (Purgatorio) nel 2008 e Para/Diso nel 2010.

A partire dall’esperienza fatta nel decostruire i molti significati di Inferno, Purgatorio e Paradiso e conferire loro un senso diverso, il coreografo e il drammaturgo danno vita ad uno spettacolo che si alimenta anche delle suggestioni evocate dalle monumentali Torri di Kiefer, tra cui i danzatori si muovono.

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Le quattro tappe che hanno cadenzato la ricerca artistica di Greco e Scholten a partire dal poema dantesco, ovvero Hell (2006) il dittico sul purgatorio In visione e Popopera (2008) e infine Para | Diso (2010), trovano in La Commedia una sorta di summa, ma anche un nuovo inizio.

Con una buona dose di humour, usato come un’arma per contrastare il pathos dilagante, i due artisti affrontano temi come l’influenza dei mass media, il populismo, la megalomania, l’originalità e la responsabilità individuale.

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“Tutto ciò che ha valore è vulnerabile” è l’affermazione del poeta olandese Lucebert che ha fatto da faro in questa indagine sulla lotta esistenziale per la dignità e il rispetto. Può essere combattuta – si chiedono Greco e Scholten – a colpi di risate e atti comici?
Riportando il corpo in primo piano – ci spiegano le note introduttive allo spettacolo – La Commedia vuole restituire forza muscolare e nuova vis retorica alla vulnerabilità.

Vedremo come vi riesce in questa serata unica di giovedì 23 giugno, ma chi lo perdesse a Milano sappia che potrà ritrovarlo il prossimo settembre a Torino Danza.

Mario G

 

 

 

 

 

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