Cinema

  • Hokum

    Hokum: la strega nella stanza segreta dentro di noi

    Il terzo lungometraggio horror di Damian McCarthy evoca fantasmi di Shining ma la sua strega nella stanza segreta porta a scavare nei traumi remoti rimossi del protagonista. Esce nelle sale italiane il 5 agosto (per Lucky Red) il terzo lungometraggio dell’irlandese Damian McCarthy, ormai un nome di punta del new horror dopo i già lodati Caveat (2020)…

  • The Odissey

    Odissea nel Mediterraneo e nella pellicola 70 mm

    La nuova titanica sfida di Nolan, il film più costoso di una carriera già sontuosa, è un ciclopico (!) spettacolo mainstream in Imax che non tradisce le attese ma offre anche riflessioni moderne sul tema purtroppo attuale della guerra. La domanda chiave sta ancora a monte del film: era necessario? Una nuova versione cinematografica dell’Odissea…

  • Bizarre, Horror e Science Fiction

    SON OF BANZAI! 3: Shibari, kaiju e fantasmi kabuki

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    Terza ed ultima parte della ricognizione nel cinema di genere nipponico by “Cappi-san Andrea” lungo il Creepy-poster book, dedicata ai celeberrimi mostri, all’horror spettrale e all’ero guru pieno di signorine costrette in scomodi “legami”. Proseguiamo con la poster art giapponese raccontata dall’inesauribile Armin Junge in Son of Banzai! pubblicato da Creepy Image (290 pagine a…

  • Bondo-san

    SON OF BANZAI! Parte 2: il mio nome è Bondo-san

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    Ovvero spie dal Sol Levante: seconda puntata dell’inarrestabile “Cappi-san” sull’evoluzione del cinema di genere nipponico sulla scorta della raccolta dei poster promozionali nel libro della Creepy Image. Per motivi che presto saranno chiari, in un volume sulla poster art giapponese come Son of Banzai! (a cura di Armin Junge, edito da Creepy Images, 290 pagine…

  • Piombo e sangue, Yojimbo, Per un pugno di dollari, Ancora vivo

    SON OF BANZAI! Sangue e katana

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    Dal libro di Creepy Images sui poster cinematografici giapponesi, la prima parte di un ampio servizio by Andrea Carlo Cappi sull’evoluzione dei film di genere nel Sol Levante, ora derivazione ora modello di quello occidentale. C’era una volta la poster art giapponese. Ce la racconta Armin Junge in Son of Banzai!, volumone pubblicato da Creepy…

  • Punk State

    Punk State – la spazzatura siamo noi

    Il breve e intenso debutto registico di Loris Di Pasquale è una sorta di performance teatrale brutalista sull’avidità gretta dell’umanità contemporanea, punita senza pietà. Nessuna empatia ma visioni ardite. “Molta della nostra sofferenza non è innata, ma costruita.”(Loris Di Pasquale, sul film) Sette sconosciuti (Alessia Bellotto, Elisabetta De Vito, Filippo Gattuso, Gianfilippo Grasso, Alma Noce,…

  • Profondo Rosso composite

    Viaggio al termine del Giallo: il vol. 4 dei Movie Posters

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    Creepy Images lancia ora la quarta raccolta di locandine, flani, fotobuste e materiali promozionali dei film gialli all’italiana, che chiude il ciclo del genere coprendo l’ampio arco temporale 1975-2022. Siamo giunti al capolinea: con questo volume n. 4 la saga dei Giallo Movie Posters (copertina sotto a sinistra, NdR) curata dall’infaticabile Thorsten Benzel per Creepy…

  • Backrooms

    Backrooms: l’altra dimensione che si nutre di noi

    Debutto nel lungo del 20enne Kane Parsons, che estende in film per il cinema la sua web-serie del 2022, è un originale e trascinante viaggio in una dimensione parallela da incubo, vorace dei… nostri ricordi. In sala dal 27 maggio. L’uscita è di quelle su cui la casa produttrice A24 punta molto, visti gli spettacolari…

  • Passenger

    “I’m the Passenger, and I ride and I ride…”

    Passenger, settimo film del norvegese Øvredal è un buon horror per una serata televisiva, ben girato e con un bel crescendo di suspense, ma sprecata in un finale troppo action “all’americana”. “Non siamo noi a fare il viaggio,è il viaggio che fa noi”(cit. da un dialogo del film) Due giovani, un nero e un orientale, viaggiano…

  • In the Grey

    In the grey: crimini a perdifiato ma senza il grigio

    Il nuovo action thriller di Guy Ritchie viaggia a un ritmo action da mitraglia ma difetta proprio nelle zone d’ombra del titolo, con personaggi piatti e poco empatici. Ve lo dico nello stile dei dialoghi secchi telegrafici fra i personaggi del film stesso: me ne frego della cinefilia sulla lingua originale, per vedere In the…