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Così Weird quella... stanza in più

Written by  31 May 2021
Published in Riflessioni
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Nasce ispirato a un racconto di Lisa Tuttle la Weird Room di Posthuman: sul canale video di YouTube le interviste di Mar-G-Rob sugli angoli in ombra e bizzarri della nostra letteratura preferita, ma anche di musica, cinema e interferenze varie.


TuttleUn altro ciclo di video interviste? Ma saranno la maledizione di quest'epoca! Ci vorrebbero ore in più di vita per seguire tutti gli appuntamenti interessanti online, in diretta su Facebook, Instagram etc. Proprio così: avete presente quel racconto di Lisa Tuttle (da Il Profumo dell'Incubo, Hypnos 2020)? S'intitola proprio L'ora in più: la protagonista scopre una stanza con una biblioteca ideale, in cui può leggere e scrivere a piacimento, vedendo scorrere il tempo molto più lentamente rispetto al resto della propria casa. Il sogno di ogni scrittore/artista: avere uno spazio-creatività libero, in cui non si viene perseguitati dalle esigenze della vita quotidiana concreta: famiglia, lavoro, impegni scadenze...

Ovviamente poi nel racconto non tutto filerà perfettamente liscio, ma insomma era proprio quel che ci serviva: s'ispira dunque a quella stanza magica Weird Room, la nuova videorubrica sul canale YouTube Posthuman: Mario & Roberta, novelli "Blues Brothers del fantastico" (che vedete qui sotto nell'interpretazione fumettistica della stessa Roberta), ad ogni appuntamento punteranno la torcia su qualche angolo in ombra della narrativa, weird appunto, ma anche del fantastico più in generale, senza chiudere fuori dalla porta i linguaggi fratelli della musica, del cinema, del fumetto, della performance o della video art, come del videogioco e in fondo di qualunque interferenza culturale in grado di solleticare i nostri inquieti neuroni.

                                   M&R

hypnosSi comincia con un tema del weird letterario più classico: le femmine feline, fatali e letali, che punteggiano la narrativa gotica horror proprio nella golden age del weird, ossia quella brulicante fase di passaggio fra la fine del XIX secolo e gli albori del XX, in cui le grandi conquiste scientifiche e tecnologiche hanno dato vita alla fantascienza classica e - più nel merito della faccenda - le evoluzioni sociali, in particolare la progressiva emancipazione femminile e la maggior libertà di espressione della sensualità nell'arte ha dato vita alle bramose ed inquietanti figure femminili dell'espressionismo pittorico, di Klimt e Schiele, le donne vampiro di Munch e le Lilith col serpente di von Stuck che trovate anche nella Strana Storia dell'Arte su Hypnos n. 10 - La bellezza medusea di cui vi offriamo qui sotto una piccola gallery riassuntiva - e che dicono chiaramente dell'inebriante miscela di attrazione e paura che negli autori dell'epoca ispirò la Nuova Femmina.

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Nuova Femmina che poi troviamo al centro di una serie di opere narrative paradigmatiche: si parte colla novella Cheetah Girl di Cristopher Blayre (al secolo Edward Heron-Allen), meritatamente pubblicata da Dagon Press nel dicembre 2020 in tiratura limitata di 100 copie, al cui centro c'è appunto l'esperimento genetico di creazione di un ibrido donna-ghepardo. 
Khnopff Preceduta di pochi anni dal Gran Dio Pan e da La Luce Interiore, primo capitolo de I Tre Impostori di Arthur Machen (ambo del 1894, su Fanucci), gran precursore lovecraftiano in cui troviamo un simile esperimento - più esoterico che scientifico - ancora una volta creatore di una figura femminile non più completamente umana, dalle caratteristiche sovrannaturali e dall'immancabile potere di portare alla distruzione chi inesorabilmente cede al suo fascino perverso. E poi dalla Alraune, che in tedesco significa Mandragora, dal mostruoso e pornissimo metodo di generazione della fatal femmina, altro scandaloso romanzo, stavolta di Hanns Heinz Ewers (ancora Hypnos), qui ben presentata dal suo editore (nonché coautore del FantaRockAndrea Vaccaro, romanzo che almeno quattro versioni cinematografiche nutrì fin dagli albori del cinema muto (da cui Hypnos ha tratto la copertina con Brigitte Helm-Alraune) fino all'ultima, sonora, del 1952. 

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Naturale che la femmina felina e fatale più immortale del cinema sia quella del Bacio della Pantera, capolavoro espressionista di Jacques Tourneur del 1942, rifatto in chiave incestuosa da Paul Schrader giusto 40 anni dopo con lo stesso titolo (quello originale) di Cat People, ma omaggiato in tutta la storia del cinema (si veda ad es. la scena della piscina in Suspiria di Argento).


baciobacio pantera Ce li ricorda Andrea Carlo Cappi, pilastro di Segretissimo Mondadori (e coautore dell'antologia S.O.S.), ma gran cultore del pulp in tutte le sue forme e animatore del blog Borderfiction, notando come - dal fumetto alla pellicola - dove si trova una donna sexy e supereroina in calzamaglia, o almeno abile ladra, alla metafora felina non si sfugge. E non le è sfuggito lui, dedicando proprio a una Donna Leopardo ispirata alla mitologia cinese il romanzo del ciclo su Martin Mystère che gli è valso il premio per il miglior fantasy a Stranimondi 2018.

 

Seguite sul canale YouTube l'intera chiacchierata nel video qui sotto.

Una fascinazione morbosa, quella per le femmine feline e selvagge in generale, che in realtà non si è spenta con la rivoluzione sessuale e l'accettazione di ben più ardite espressioni della rapace sensualità femminile, se troviamo una Cheetah Girl ad avversare persino la Wonder Woman 1984 recentemente uscita sugli schermi (digitali, se non cinematografici).

 cheetahwonderwoman

Appuntamento alla prossima puntata, con Antonio Syxty videomaker per il compianto Battiato che "sventolava bandiera bianca".

Restate connessi.

 

Posthuman Staff

Last modified on Wednesday, 09 June 2021 10:44
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