I poster del Giallo italiano: siamo al volume 3

Giallo movie posters 3

Creepy Images ha appena lanciato il terzo libro della monumentale raccolta illustrata a colori di poster e iconografia internazionale del giallo all’italiana del periodo 1972-’74. Deep Red Day da Bloodbuster l’8 maggio e le ristampe If dei fumetti pulp della Ediperiodici di quell’epoca.

Ed eccoci giunti anche al terzo volume della lussuosa collana Giallo Movie Posters di Creepy Images (QUI la recensione del primo libro e QUI quella del secondo), destinato – come anticipa l’occhiello qui sopra – a documentare un periodo di soli tre anni: dal 1972 al 1974, in 244 pagine patinate tutte in quadricromia al prezzo di 29,50 euro.

Il che anzitutto ci rivela che la decisione del curatore Thorsten Benzel di terminare la raccolta con un quarto volume, attualmente in preparazione (a quanto pare, previsto fra l’estate e il prossimo autunno), cui toccherà coprirà l’ampia fascia che va dal 1975 (l’anno di Profondo Rosso, emblema mondiale dell’italico thriller) fino al 2022, cioè il lento declino del genere, che darà quindi vita a un ultimo volume ricchissimo di titoli, ma povero di versioni internazionali, giacché le chance dei titoli made in Italy di trovare distribuzione nelle sale anche all’estero si riduce progressivamente al lumicino.

Un declino “lento”? secondo l’autore – e per nostra fortuna oceanico collezionista della materia – neanche tanto: nell’introduzione a questo terzo volume Benzel osserva che i primi segnali si fanno già sentire intorno al 1974, poiché se nel 1972 e ’73 si conta circa un’ottantina di produzioni italiane (o coproduzioni a guida italiana), nel ’74 il numero cala a una quindicina circa, con budget di produzione tendenzialmente in calo e di conseguenza minori chance di riscontro commerciale internazionale.

Ad ogni buon conto, il vol. 3 documenta titoli d’indubbia importanza (oltre che lunghezza e pruriginosità) nel giallo all’italiana come Tutti i colori del buio (Martino, 1972), Cosa avete fatto a Solange? (Dallamano, ’72, qui sopra il poster francese), Chi l’ha vista morire (Lado, ’72, precursore di Profondo Rosso nell’uso della canzoncina infantile by Morricone come moltiplicatore d’inquitudine), Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer (Carnimeo, ’72), Non si sevizia un paperino (Fulci, ’72)e I corpi presentano tracce di violenza carnale (ancora Martino, ’73), solo per fare quale esempio indiscutibile.

Il prossimo, conclusivo libro della coloratissima saga “al sangue”, da solo coprirà i quasi cinquant’anni successivi di produzione, altro che tre! Pur contenendo, si diceva, l’effigie stessa dell’italian thrilling nel mondo: quel Profondo Rosso che sicuramente sarà rappresentato da poster e flani dagli Stati Uniti fino al Giappone, il cui manifesto vedete riprodotto qui sotto (gli ideogrammi seguiti dal numero 2 – pur non conoscendo la lingua del Sol Levante – credo dipendano dal fatto che Deep Red fu distribuito dopo Suspiria, quindi lanciato col titolo di Suspiria 2!), come vedete a pag. 277 di Son of Banzai!, altro godibile librone Creepy Images (qui sotto la copertina) su poster e locandine nipponiche, di cui contiamo di dettagliarvi in articolo dedicato.

Un film-manifesto, quello di Argento dicevamo, di cui tra l’altro il 15 maggio verrà ristampato il fumetto contenente la cellula primordiale del soggetto: quel Grido del Capricorno a firma di Fabio Piccioni (uscito nelle edicole italiane nel febbraio 1974 come Oltretomba speciale n. 9), che il suo autore rivendette poco dopo – cosa non rara all’epoca – a Salvatore Argento, produttore e padre che affidò quindi il soggetto al figlio Dario, il quale ne trasse il capolavoro che tutti ben conosciamo, mantenendo solo alcune suggestioni del fumetto originale (l’origine della catena di delitti in un passato omicidio di un marito da parte della moglie, sotto gli occhi del figlio bambino), come ben spiega Davide Pulici di Nocturno in quest’articolo (oltre che nel dossier dedicato al film l’anno scorso), svelandoci che lo stesso soggetto nutrì poi anche il successivo (e molto diverso) Murder Obsession (Follia omicida), canto del cigno di Riccardo Freda del 1981 (qui sotto la copertina originale di Giuseppe Dangelico Daeni e la nuova di Alex Horley).

Cosa che sicuramente rispiegherà venerdì 8 maggio durante il Deep Red Day presso il negozio di Bloodbuster, in cui sarà svelato in anteprima l’Oltretomba (ex Poker)n. 9 di If Edizioni, da questo numero sul nuovo formato “bonellide” e con solo due storie invece di quattro (256 pgg), una delle quali sarà appunto il mitico (e ricercatissimo) Grido del Capricorno.
Ci saremo anche noi, ovviamente a rappresentare degnamente l’evoluzione del “segno rosso” col nostro pseudobiblion Fantasmi di oggi (in attesa della presentazione del 21 maggio alla Fabbrica delle Scimmie già anticipata qui).

In realtà, mentre la testata Oltretomba già percorreva l’ardita fusione di horror ed erotismo, nel periodo 1972-’74 coperto dal Giallo Movie Posters vol. 3 anche il puro giallo si conquistava un’attenzione sul piano dei fumetti popolari formato pocket (quello di Diabolik, per intenderci) targati Ediperiodici: la testata Thrilling! (col punto esclamativo) uscì proprio nel ’72 ed ebbe vita editoriale breve e movimentata, passando dopo soli sette mesi da periodicità quattordicinale a mensile, mentre dal ventesimo albo raddoppia la foliazione, che da 128 pagine in totale, muta in “Doppio Thrilling!” con due storie complete a numero per i restanti quattro volumetti fino al marzo 1974, anno in cui terminò le pubblicazioni, forse così confermando l’inizio del declino del genere notato da Benzel, ormai assediato nei gusti del pubblico dai violenti poliziotteschi, dall’horror, dalle arti marziali e da crescenti dosi di erotismo conquistato a prezzo di estenuanti battaglie in commissione censura).

Edizioni If, sempre su impulso dell’infaticabile Luca Laca Montagliani, ha da poco mandato in edicola la seconda ristampa di Thrilling! in formato poker, con 4 storie uscite proprio nel periodo 1972-’73 coperto dal libro dei poster cinematografici di Creepy Images: In vacanza all’inferno, Una vergine tutta d’oro (titolo bondiano quanto pruriginoso), Vicolo cieco eRubini rosso sangue (qui sopra la copertina del poker e sotto il composite delle copertine delle uscite originali).

Godetevi dunque questa nuova bordata di guilty pleasures con grande abbondanza di lame minacciose e signorine discinte, in attesa del volume conclusivo della “peccaminosa” saga.

Mario G