(for English version here)
Dal 20 agosto, un mese di spettacoli teatrali, musicali, danza e performance art a Bochum per la Ruhr Triennale 2026, che apre col fantamusical Rebel Rebel del direttore artistico Ivo Van Hove, già regista del Lazarus di Bowie.
“David Bowie was one of the greatest visionary artists of our time.”
(Ivo Van Hove)
È ai blocchi di partenza la terza edizione della Ruhr Triennale, festival di teatro, danza, musica e arti performative, che apre i battenti il 20 agosto nella carbonifera città tedesca di Bochum con il musical Rebel Rebel di Ivo Van Hove, 10 anni fa regista del Lazarus di David Bowie (poi giunto anche da noi con regia di Walter Malosti e protagonista Manuel Agnelli), che oggi torna a lavorare sulle canzoni del Biondo Duca in una nuova pièce di teatro musicale scritto da lui stesso, ma che sembrerebbe ispirato agli incompiuti progetti teatrali del Bowie di cinquant’anni fa alla metà dei ’70 (le foto qui sotto sono tratte dalle prove dello show).


Il festival durerà poi un mese fino al 20 settembre, ospitando ben 119 eventi, di cui 30 produzioni originali, 5 in prima mondiale (QUI il programma completo), fra cui noi vi segnaliamo: Emily – No Prisoner Be (21/08-23/08), uno spettacolo di teatro musicale volto a dar vita alle poesie di Emily Dickinson, con il mezzosoprano Joyce DiDonato (nelle foto qui sotto, NdR) e il pluripremiato trio d’archi Time for Three.


Quindi, dal 29 al 31/08 la coreografa belga Anne Teresa De Keersmaeker (che fu a MILANoLTRE nell’87 con Rosas danst Rosas)presenta Brel, un ponte fra teatro danza e la chanson d’auteur del suo grande connazionale Jacques (anche qui foto sotto).


Ancora, dal 3 all’11/09 Marina Abramović mette in scena la sua Balkan Erotic Epic, imponente e audace performance (già parzialmente ospitata nel 2006 all’Hangar Bicocca) della durata di quattro ore, un’esperienza immersiva che attinge agli antichi miti balcanici e al linguaggio performativo della Abramović, in cui il pubblico si muove liberamente attraverso 13 scene in continua evoluzione, fra performer, canti, movimento e momenti rituali febbrili.



Ci sarà spazio per i concerti, da Le Mystère des Voix Bulgares ((Il Coro della Radio Televisione di Stato Bulgara, sul palco il 5 e 6/09) a The Cute Community Radio: una stazione radio, uno spazio comunitario e una piattaforma ibrida dedicata alla cultura pop della diaspora e delle comunità migranti di Bochum. Nelle club nights organizzate insieme, Down The Rabbit Hole, vi invitiamo a partecipare a serate di club all’insegna del divertimento, dove possiamo ballare e celebrare molteplici prospettive (qui sotto la Jahrhunderthalle Bochum sede del festival).

Per quanto riguarda Posthuman, noi recensiremo il musical Rebel Rebel: come recita la sinossi in nostro possesso, la trama verte su “una società degradata, (in cui) gang di giovani violenti terrorizzano le città. Le relazioni interpersonali sono vietate. Alienazione e isolamento sono imposti per legge. Una giovane coppia resiste e si crea una sua utopia: l’essere umano è più forte di qualsiasi regime repressivo. Solo perché si amano, possono vincere“. Dal festival assicurano che si tratti di opera originale di Van Hove e non di “continuazione del lavoro già svolto con Bowie”, tuttavia – come ben documenta anche il sito Velvet Goldmine – è difficile resistere alla tentazione di pensare che il direttore artistico della Ruhr Triennale non abbia avuto in mente in qualche modo il fallito progetto di opera rock sul 1984 di George Orwell con innesti dal Wild Boys di Burroughs, bloccato dalla vedova di Orwell col rifiuto dei diritti sul grande romanzo distopico, le cui canzoni poi confluirono nell’album Diamond Dogs del 1974 (qui sotto altri due momenti delle prove dello spettacolo, NdR).


Infatti Bowie più volte corteggiò il teatro musicale nella sua carriera: anche l’incompiuta pentalogia di Outside (da cui anche la nostra antologia S.O.S.) secondo il cantante avrebbe dovuto approdare sul palcoscenico con la regia dell’ormai compianto Bob Wilson, e pure lì non se ne fece nulla (sotto uno still teatral-performativo dal clip di The Hearts Filthy Lesson, singolo da 1. Outside, NdR).

Con la direzione musicale e gli arrangiamenti di Henry Hey, già tastierista sull’album The Next Day, poi direttore musicale di Lazarus, e le coreografie di Sidi Larbi Cherkaoui (guida del Ballet du Grand Théâtre de Genève) per i 10 ballerini-gang che circonderanno l’unico attore-cantante Daniel Donskoy, nel ruolo del loro Gang Leader, quali degli spunti sopra accennati saranno realmente confluiti nella trama scritta da Van Hove?

Curiosate dalle persiane del Temperance Building, entro i primi di settembre il nostro reportage.
Mario G

