“Fantasmi di oggi” allo Spazio Pontano35

Fantasmi al Pontano35

Buio in sala: una nuova “proiezione letteraria” va ad iniziare, tra gli eventi OFF del Milano Film Fest 2026. Ma sarà davvero su pellicola o… su carta?

Tra gli appuntamenti del programma OFF del Milano Film Fest 2026, in programma parallelamente al festival milanese dal 4 al 9 giugno con proiezioni, incontri, mostre ed eventi indipendenti diffusi in città, trova spazio anche un’iniziativa dedicata a uno dei film più amati e influenti del cinema italiano: Profondo Rosso di Dario Argento.

Lo Spazio Pontano35 – ex capannone industriale riportato a nuova vita artistica nella zona di Viale Monza – ospiterà infatti “Fantasmi di Profondo Rosso… in Pontano! – Evento OFF(QUI l’evento su FaceBook), una nuova presentazione del volume Fantasmi di oggi e leggende nere dell’età moderna, curato da Mario Gazzola e Andrea Carlo Cappi, insieme a Roberta Guardascione, illustr/autrice del volume (qui la fascetta, più sotto due delle sue “pitture nere” interne al libro, NdR).


L’incontro rappresenta un’occasione speciale per scoprire la storia di uno dei più celebri “libri immaginari” della storia del cinema italiano, diventato finalmente realtà cinquant’anni dopo l’apparizione sul grande schermo della pellicola che lo conteneva (v. still dal film qui sotto).

Nel capolavoro di Argento del 1975, infatti, Fantasmi di oggi e leggende nere dell’età moderna compare come opera dell’enigmatica Amanda Righetti (accreditata anche come autrice dell’attuale antologia-romanzo), personaggio chiave della vicenda. Per decenni quel volume è rimasto uno pseudobiblion, un libro esistente soltanto all’interno della finzione cinematografica. Oggi, grazie al lavoro di ricerca e redazione dei curatori e di un manipolo agguerrito di autori italiani specializzati nel thriller, nel mystery e nell’horror (oltre ai tre già citati e all’autore di quest’articolo, Paolo Di Orazio, Gianluca Margheriti, Enrico Luceri, Claudia Salvatori, Giada Trebeschi e lo stesso editore Luigi Cozzi “special guest”, NdR), il libro ha preso forma concreta in una raffinata operazione di narrativa espansa.

Pubblicata da Profondo Rosso, storica casa editrice e libreria romana fondata nel 1989 da Dario Argento e Luigi Cozzi stessi, l’antologia rappresenta molto più di un semplice omaggio celebrativo. I racconti costruiscono infatti un vero e proprio universo narrativo che dialoga con il film, ne approfondisce atmosfere e temi e accompagna il lettore in un percorso tra superstizioni, cronaca nera, leggende popolari e misteri irrisolti, con succosi riferimenti all’universo horror argentiano (qui sotto una ripresa del servizio dedicato dal programma Wonderland di Rai4 al libro).

Dalle campagne italiane avvolte dalla nebbia ai quartieri urbani più inquietanti, le storie raccolte nel volume evocano un immaginario disturbante e misterioso che non appare secondo né alla provincia oscura raccontata da Stephen King né alle suggestioni di Twin Peaks, mantenendo però una forte identità italiana, nel solco della tradizione di – si parva licetDino Buzzati (Il deserto dei Tartari, Sessanta racconti), Tommaso Landolfi (Racconti, La pietra lunare), Giovanni Testori (I segreti di Milano), Carlo Emilio Gadda (Quer pasticciaccio brutto de via Merulana), e, sul versante più visionario e inquieto del fantastico italiano, del cinema di culto di Pupi Avati (La casa dalle finestre che ridono, v. sotto) e di Lucio Fulci (presto omaggiato a propria volta da un’imminente antologia Edikit, Voci dal Profondo, che conterrà anch’essa un racconto di Mario Gazzola, NdR), oltre che delle atmosfere perturbanti della narrativa di Claudio Vergnani (Il 18° vampiro, L’ora buia).

Delitti efferati, sparizioni, presenze enigmatiche e segreti sepolti diventano i tasselli di una trama più ampia, che può essere letta sia attraverso i singoli racconti (trama verticale) sia come un’unica grande narrazione collegata a Profondo Rosso (trama orizzontale, come in una moderna serie tv).

La lettura dell’antologia si presenta inoltre come una sorta di gioco citazionistico, una sfida rivolta al lettore chiamato a distinguere tra realtà e finzione, tra riferimenti letterari, cinematografici e autobiografici disseminati nelle pagine del volume, ispirati anche ad altri film di Argento come ad altri classici del giallo italiano di quegli anni (chi sarà per esempio la “dama in rosso” del racconto di Mario G.?).

Per quanto mi riguarda, posso rivelare, ad esempio, che il dottor Silvestri del mio racconto, che apre l’antologia (Il pazzo di Verona), porta il cognome di un vecchio amico, che molti anni fa mi fece scoprire i film di Dario Argento durante una rassegna pomeridiana ad Aversa, in una sala quasi deserta e proprio per questo perfetta per immergersi nelle atmosfere del Maestro. Anche il soldato Antonio Fino deve il proprio cognome a un mio amico e collega (pare sia un suo lontano parente), mentre la filastrocca veronese «Indormésete, caro, coi oci sarà, se no el mato de Verona el te li magnarà» mi è stata tramandata da un’amica, che giura di averla sentita ripetere nell’infanzia come ammonimento rivolto ai bambini più restii ad addormentarsi. E non tutto è inventato nemmeno quando sembra tale: il professor Giambosco Cavalletti di Montecalvo Irpino, studioso di tradizioni popolari e janare, esiste davvero: è il fratello di una mia zia. Sono dettagli che ben rappresentano lo spirito dell’intera antologia, sospesa continuamente tra documento, memoria e invenzione (qui sotto la “pittura nera” attribuita all’immaginaria artista Regina Calamai, che illustra il racconto Il pazzo di Verona di Bovino, NdR).

Proprio le pagine finali del volume, raccolte sotto il titolo “Dietro ai fantasmi“, invitano infatti il lettore a un ulteriore livello di esplorazione, svelando alcuni dei segreti nascosti tra le storie senza però dissiparne completamente il mistero (riferimenti a  un apparato che permette di cogliere il grande lavoro di world building sviluppato dagli autori dietro la preziosa guida dei curatori e che potrebbe persino suggerire futuri sviluppi transmediali dell’universo narrativo nato attorno a Profondo Rosso).

L’appuntamento allo Spazio Pontano35 (qui sotto un interno dello spazio) sarà quindi anche un’occasione per riflettere sul rapporto tra cinema e letteratura di genere, sul fascino dei mondi narrativi espansi e sulla straordinaria eredità culturale lasciata dal film di Argento. Durante la presentazione si parlerà inoltre del film stesso, con approfondimenti sulla sua genesi e naturalmente sulle celebri musiche dei Goblin che ne hanno contribuito all’atmosfera unica.

Per autori e curatori questo libro non rappresenta un punto d’arrivo, ma l’inizio di un percorso. La domanda, allora, è una sola: siete pronti a tornare nel mondo di Profondo Rosso e a guardarlo con occhi diversi?

Claudio Bovino

Informazioni

Fantasmi di Profondo Rosso… in Pontano!

Presentazione di Fantasmi di oggi e leggende nere dell’età moderna

Con Mario Gazzola, Andrea Carlo Cappi e Claudio Bovino himself

📅 Venerdì 5 giugno 2026

🕖 Ore 19.00 (ingresso libero dalle 18.30)

📍 Spazio Pontano, Milano

L’incontro fa parte del programma OFF del Milano Film Fest 2026 ed è aperto a tutti gli appassionati di cinema, letteratura fantastica, horror e mistero.
Posthuman ringrazia per il suo contributo Claudio Bovino (come avete capito, autore di un racconto dell’antologia) e auspica di riaverlo presto ospite del sito.