Posthuman si rinnova, cambia look ma non intenzioni: quasi vent’anni d’attività online a presidio e divulgazione dell’innovazione culturale, nostra e intorno a noi, senza sentirli.
Ridendo e scherzando – di cinema, musiche strambe, di teatro e fumetti, di qualche mostra o performance, e poi di narrativa, sia “della casa” che di altri autori che ci sembra sappiano “gettare il cuore oltre le barriere dell’umano” – insomma di tutto quel che ci piace, o almeno ci ha incuriosito… alla fine son passati quasi vent’anni.
Se scorrete all’indietro, vedrete infatti che i primissimi articoli di questo sito datano all’inizio di gennaio 2007: insomma, Posthuman.it è diventato grande e il prossimo gennaio festeggerà appunto i suoi primi 20 anni d’attività.

Sembra ieri che Mario e Walter, completato il montaggio del corto Con gli occhi di domani si dicevano “…e adesso che ce ne facciamo?” “Potremmo fare un sito, così ce lo mettiamo su e sarà sempre visibile online, adesso è abbastanza semplice,” diceva Walter, da sempre il Prometeo delle innovazioni tecnologiche. Spiegando a Mario, lo scrittore visionario ma da sempre irrimediabilmente “tecnoarretrato”, che quel sito sarebbe diventato così un “polo d’attrazione per altre menti creative e interessate alle stesse cose, una factory di talenti” che sarebbero affluiti spontaneamente interessati ad ampliare la rete delle collaborazioni.
Ingenuo entusiasmo cultural-tecnologico? Forse un po’ sì: la factory è un concetto che abbiamo continuato ad amare, anche se non è facile realizzarlo senza fondi da investire, come abbiamo sempre lavorato noi. Probabilmente, il periodo in cui siamo stati più vicini al concetto di factory è stato quello in cui l’artista/autrice Roberta Guardascione è stata parte attiva del team, sia a livello grafico che anche di scrittura di articoli, oltre che ideatrice della videorubrica Weird Room e dell’imagerie del nostro altro sito, il LiquidSky (e relativo blog) che abbiamo destinato a raccontare la nostra offerta in termini di servizi di comunicazione professionale, per l’arte e per le aziende, che insieme abbiamo creato a sei mani (qui sotto il videoclip realizzato per la rock band dei Mugshots, in procinto di lanciare il nuovo album “Gloomy, Eerie And Weird“.)
Probabilmente il magazine, la sezione informativa, fatta di recensioni, analisi, piccoli saggi su cinema (a volte oscuro e ribaldo), suoni molesti e rivoltosi, visioni ardimentose, messe in scena avanguardistiche e tutto quello che esemplificavamo già in apertura, alla fine è diventato la colonna portante di Posthuman.it, forse il motivo stesso per cui voi lo state leggendo ora che – dopo aver riparato le stive da un hackeraggio molesto – abbiamo colto l’occasione di rinnovare l’intero albero del sito, passando a una nuova piattaforma web e a un look dai testi leggibili in nero su sfondo bianco
Dopo un ventennio di testi in bianco sul fondo di una specie di “tappezzeria al nero”? Ahinoi sì: molti lo trovano più leggibile così, specie ora che la maggior parte degli accessi provengono da smartphone, anche se noi rimaniamo affezionati all’impatto romanticamente “dark” del nostro sito.

In tanti hanno collaborato a Posthuman nel corso degli anni: il nocturniano Marco Marchetti, il filosofo Alberto Giovanni Biuso, l’amico Michele D’Angelo, Debora Montanari di CiaoRadio e il rockcommentatore Andrea Peviani, i connettivisti Alex Tonelli e Sandro Battisti, più di recente l’amico scrittore Andrea Carlo Cappi, l’editore Andrea Vaccaro (Hypnos), il regista teatrale Antonio Syxty, fra i diversi ospiti delle nostre Weird Room video, e il produttore cinematografico Franco Bocca Gelsi (con cui abbiamo grandi progetti in cantiere).
Ancor oggi continuiamo a solcare i flutti dell’arte che cambia sotto le spinte del web medesimo e delle sue quotidiane evoluzioni, il dibattito sulle identità fluide e sui servigi (o ingerenze) delle AI nei tormentati mari della creatività.
E in futuro? Continueremo a fare quel che sappiamo fare: colmare il vuoto lasciato dalla stampa, che all’inno sui “giornali di servizio” ha abbandonato l’importante funzione di recensire e guidare i propri lettori rassegnandosi a “pubblicizzare” eventi e prime in arrivo, e ormai anche da una tv moribonda che sa solo celebrare il proprio passato per un’audience di anziani; mentre noi continueremo a segnalare le opere interessanti che il mondo bolla come “di nicchia” per autoassolversi della colpa d’ignorarle.

Anche le nostre. Che, vi garantiamo, già scalpitano nel retro bottega per venire alla luce, grazie alla nuova Edikit di Andrea K. Lanza e alla M-RIVISTA DEL MISTERO di Cappi. Stay tuned!
Magari, celebreremo lo scoccare dei 20 anni con una bella antologia dei migliori articoli pubblicati sul sito. Vi piacerebbe? La comprereste, o la trovereste un’idea… “di nicchia”?
Posthuman Staff
NdR: la foto sopra il titolo è uno scatto di Mario G. rielaborato da Walter e utilizzato per la sezione Chi siamo del sito.


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