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Ebook, futuro o morte del libro?

Written by  30 May 2011
Published in Riflessioni
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Il libro digitale è al centro del dibattito, fra chi ne profetizza la rapida sostituzione del progenitore cartaceo e chi lo bolla come un fuoco di paglia con poche chance. Breve ricognizione in rete e il parere di Lukha Kremo Baroncinij di Kipple.


Come ogni innovazione tecnologica, l’ebook ci viene presentato da tempo come “magnifica sorte e progressiva” del futuro dell’editoria: sterminati cataloghi di libri digitalizzati, disponibili sempre e ovunque con un clic, costi di stampa e distribuzione ridotti a zero, in un’orgia di democrazia culturale che consentirà migliori condizioni di sopravvivenza ai piccoli editori, migliori guadagni agli autori, miglior diffusione alla cultura, prezzi più bassi per i lettori, disponibilità anche dei titoli più remoti e fuori catalogo da anni. Finalmente, l’Eldorado.

Recentemente, Webster, un’azienda in prima fila in Italia nell’editoria online, tramite il proprio sito Libreria Universitaria.it ha presentato un accordo con l’Università di Padova per alimentare di materiali didattici in formato ebbok per l’avanzato corso di Italian Enrtrepreneurship, dotando gli studenti dei lettori Eee Note EA-800 forniti da Asus, i quali permettono tra l’altro di prendere appunti, fare note al testo, riprodurre audio e condividere spunti e lezioni con i colleghi.
Sul progetto, potete ascoltare QUI l’intervista condotta da Debora Montanari a Livia Senic Matuglia di Webster/Libreria Universitaria per CiaoRadio.

La rivoluzione investe lancia in resta anche le vetuste dispense, fa tramontare gli appunti fotocopiati dagli amici e scuote alle fondamenta le modalità di studio, permettendo allo studente di ricevere in formato digitale le presentazioni svolte dal docente a lezione, prendere note, appunti e fare commenti direttamente sul testo tramite l’hardware e-reader.


Una rivoluzione che quindi non riguarda la sola editoria commerciale o comunque la lettura “di svago”, bensì anche il campo accademico, con conseguenti orizzonti promettenti anche per l’ancor più languente editoria scientifica e di ricerca, che come ben sapete sulla Penisola non naviga in acque confortanti.

Il celeberrimo Negroponte del MIT vaticina addirittura la scomparsa del libro cartaceo in meno di 5 anni (noi gli auguriamo che, come di solito accade, dopo 5 anni nessuno si ricordi di tutte le sparate che si fanno da futurologi, giacché gli osservatori più avveduti assennatamente prevedono lunghe fasi di convivenza fra il formato cartaceo caro a chi ama possedere il libro e quello “liquido”, innovativo e pratico per molti aspetti ma meno affettivamente “caldo”).

Intensissimo, come sempre accade per le novità che fan discutere, il dibattito sulla stampa (anche qui, sia cartacea che digitale): sul Corriere della Sera, ad esempio, Massimo Gaggi sostiene che “Il digitale fa bene al libro (13 aprile), intervistando lo storico americano Robert Danton, da anni impegnato in un ampio progetto di digitalizzazione della sterminata biblioteca di Harvard e convinto che i due sistemi di lettura possano convivere e supportarsi a vicenda.

Sul versante opposto, La Stampa: in Scrittori che vivono di spiccioli Giuseppe Granieri ci fa notare infatti il rischio che i prezzi più bassi degli ebook mettano ancora più in pericolo i già miserrimi guadagni di noi poveri autori ‘peones’ riducendo ulteriormente le chance di riuscire a vivere della propria creatività come tutti sogniamo.

Rincara la dose Mario Baudino sull’edizione cartacea del quotidiano torinese che, a margine del Salone del Libro, ci informa che “Si è sgonfiato l’ebook” (venerdì 13 maggio 2011): in pratica, il rischio pirateria sui libri disponibili, dimensioni di mercato ancora infinitesimali (lo 0,1 di un bacino già esiguo, mentre in USA siamo al 10% di un totale assai più goloso, approfondisce Anna Masera sull’edizione online, dati malcerti (un Pdf o un libro scaricabile da web è o no un ebook da calcolare?), i pochi titoli in italiano etc starebbero deludendo diversi editori che si erano buttati fiduciosi e speranzosi sull’ultima tecno-rivoluzione

Secondo qualcuno poi, il libro digitale minaccerebbe, addirittura, il pluralismo culturale: lo sostiene Zeus News in questo articolo che prende spunto da una proposta francese di equiparazione dei prezzi di opere cartacee e digitali. Invece, secondo Punto Informatico, la “pirateria” servirebbe persino a qualche autore (nella fattispecie, Walter Jon Williams, proprio un autore si fantascienza tra l’altro!) ansioso di entrare nell’agone dell’ebook, per dotarsi di decenti copie in digitale dei propri titoli ormai fuori commercio da ripubblicare.

Dunque, a chi tocca credere? Concentrandoci su quella nicchia del mercato editoriale che è più di nostra stretta competenza – il non fertilissimo segmento di genere fantastico (fantascienza strictu senso, ma anche fantasy, horror e weird etc) - la questione si fa non meno interessante: la riduzione dei costi di produzione/distribuzione del prodotto libro, infatti, potrebbe rappresentare l’ancora di sopravvivenza per quei piccoli e piccolissimi editori che (eroicamente) continuano a rendere disponibile una produzione letteraria non mainstream, anche senza il supporto promozionale dei Fazio e dei grandi quotidiani/magazine che “fanno” o meno il caso o il cult per il pubblico di massa.

Sicuramente ci punta la Delos Books, per esempio: alle voci di scetticismo raccolte da Booksblog (“L'eBook (ancora) non decolla. Perchè?”) e ai susseguenti commenti dei forumisti che lamentano l’eccessivo costo dei lettori e talvolta persino degli ebook medesimi, risponde infatti Silvio Sosio del Corriere della fantascienza (che del tema si occupa qui dando voce ad autori del fantastico italico come Masali, Tonani e Bellomi) che Delos vede crescere le vendite di ebook del 10-15% al mese e che ormai i libri digitali rappresentano un 2% del fatturato complessivo dell’editore. Allora abbiamo pensato di chiedere un parere a un editore ancora più piccolo e specializzato, la Kipple, voce editoriale del Connettivismo e della s/f italiana più alternativa.

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Sarà il fatto di lavorare su numeri di vendita esigui, ma Lukha Kremo Baroncinij è sicuramente ottimista: “Abbandonando la carta, l’unico costo che ci rimane da sostenere, come editori, è la promozione del titolo/autore. Quella ci sarà sempre, ovviamente, ma il web può anche aiutarci in questo, non solo nel comprimere i costi: in una directory specifica di s/f ad es., è più facile trovare ciò che cerchiamo, mentre in quante librerie siamo rimasti delusi di vedere il nostro genere accatastato malamente nello scaffale più in fondo perché non ‘fa best seller’?”.
“Inoltre – continua Kremo – in questa fase di start-up il libro edito in digitale beneficia di un surplus di visibilità dovuto proprio alla minor concorrenza data da un catalogo non sterminato, che è sì destinato a ridursi, ma intanto per ora esiste e l’autore underground ha una chance in più per farsi notare prima che l’allungarsi del listino lo faccia scivolare all’indietro rispetto allo sguardo del potenziale acquirente che cade sulla home page dell’editore/rivenditore”.

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L’autore dell’Occhio dell’anti-Dio conviene che i libri non spariranno, ma ci sarà solo un cambiamento nel lavoro dell’editore (più che in quello di autore): “Del resto, nemmeno i discografici sono spariti, hanno solo perso uno zero nei loro volumi d’affari e si sono rimpiccioliti, ma continuano ad esistere e a pubblicare dischi nuovi”, chiosa lui. “Ecco, io penso che in futuro ci saranno più editori medio piccoli e prezzi di vendita più interessanti per tutti: in pratica, se oggi all’editore resta – tolto il 45% che va al distributore e al libraio – circa un 10% del prezzo di vendita, eliminata la stampa gli rimarrà un buon 55%.

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Questo ci consente di riconoscere all’autore anche il 25%, pur su un prezzo ribassato: son diritti impensabili oggi nell’editoria cartacea”. “Kipple, che è un brand molto piccolo, oggi vende circa 15/20 ebook alla settimana, e il dato è in continua crescita: abbiamo già superato il nostro personale benchmark rispetto alle vendite dei titoli cartacei” conclude il Baroncinij, che con in formato ebook oltre ai titoli della galassia connettivista sta ripubblicando alcuni cult di autori già affermati nel panorama fanta-pulp nostrano, come ad es. Palo Mayombe di Danilo Arona oppure Belve e Organi di Alda Teodorani, opere già edite in formato cartaceo da altri editori e attualmente magari di difficile reperibilità (ma di indiscusso valore per chi come noi segue il genere), di cui vi mostriamo le “e-cover” delle digital-ristampe Kipple nelle illustrazioni a lato di quest’articolo.

“Con l’ebook – tra l’altro – se chiediamo 4 euro per un romanzo in distribuzione (5 se acquistato dal sito), possiamo permetterci di vendere un singolo racconto a un euro, così rivitalizzando l’ancor più languente mercato della narrativa breve che, come tutti sanno, fa sempre vendite più basse del romanzo di lunga estensione”. Insomma, dopo il tanto parlare di prezzi alti o bassi di questi ebook, se vogliamo seguire la Kremo-filosofia, il prezzo giusto del formato digitale è circa la metà del tradizionale libro cartaceo.

E più scelta per tutti.
Fate la vostra scelta.

Mario G.

Last modified on Monday, 30 May 2011 23:38
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