Il futuro del jazz al Blue Note

Lunedì 3 dicembre al Blue Note di Milano, la Ballantines Finest Jazz Experience promette il dj set nu jazz di The Dining Rooms e il concerto di Fabrizio Bosso, nome di punta delle "note blu" italiche. Si ripete il 6 all’AlexanderPlatz di Roma.

L’amica Cocchi ci invita a tuffarci nel futuro del jazz e… come resistere alla tentazione?
Vi segnaliamo quindi con piacerela serata di lunedì 3 dicembre al Blue Note di Milano: noi saremo lì a scoprire i groove nu jazz nel dj set di di Stefano Ghittoni (nella foto nell’occhiello), 50% di The Dining Rooms (insieme a Cesare Malfatti dei La Crus), che promette di spaziare fra cover stravaganti e jazz elettronico, ossia uno dei più interessanti percorsi indicati dal tardo Miles Davis per continuare a pensare al jazz non solo come "musica retro"; purtroppo, un sentiero poco battuto (a parte Herbie Hancock e i Medeski, Martin & Wood) da musicisti troppo sedotti dal "classicismo" del solismo virtuosistico.

Peraltro, nelle mani dei dj trendy (alla St Germain, per intenderci), l’electrojazz rischia di autoridursi a una "dance chic" per giovanotti/e del nightclubbing glamour ma poco significativa alla prova del tempo, almeno questa è sempre stata la mia impressione, ma… siamo qui per smentirci no?

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Alla performance di "turntables" farà seguito poi un concerto vero e proprio: quello di Fabrizio Bosso (foto qui a lato), trombettista-monstre 29enne, diplomato a 15 anni e già apprezzato da nomi come Phil Woods e Charlie Haden (per il nuovo tour della Liberation Music Orchestra), mica bruscoli, no?! Qui Bosso è accompagnato da Luca Bulgarelli al basso e Lorenzo Tucci alla batteria.

Vincerà l’elettronica ‘fredda’ o il sound ‘caldo’ degli strumenti tradizionali? Comunque la vediate, la serata si ripete il 6 all’AlexanderPlatz di Roma. Poi, video su www.ballantinesjazz.com.

Per chi è curioso di scambiare insieme un po’ di… "scat" (nel senso di chiacchiere, noi postumani facciamo molte cose ma non cantiamo), ci vediamo lunedì al Blue Note!

 

Mario

 

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