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Teriomorfa & Teriosfera

Written by  21 Mar 2011
Published in Riflessioni
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Ci siamo confrontati con l'idea del del robot, della bambola, del manichino, del replicante, del cyborg. Ma le teorie post-umanistiche non si fermano qui. Un artista italiano, Massimo Degas, ci porta a considerare la zooantropologia. Diamo spazio alle sue idee e (QUI) a una gallery di suoi lavori.

 


La vertigine nel guardare verso il futuro fatto di corpo ed ibridazione metallica trova il giusto contraltare nelle teorie che vedono nell'ibridazione con le altre specie il concetto chiave per misurare una nuova idea di post-umano. Sentiamo cosa dice a proposito dei suoi quadri Massimo Degas, nel testo che segue:
"La critica all'antropocentrismo è il tema centrale della mia opera; essa prende le mosse dal rifiuto della concezione dell’Uomo come misura di tutte le cose e come metro di valutazione del mondo. Il dittico che ho dipinto nel 2007 dal titolo “Teriomorfa & Teriosfera” è un manifesto di questa prospettiva. Per me il teriomorfismo seguendo anche le tesi del prof. Roberto Marchesini è il confronto dialogico della nostra con le altre specie, e in quanto tale è un modo di caratterizzarci, in senso post-umanistico.

Alla luce delle conoscenze offerteci da discipline come l’etologia, la zooantropologia, le neuroscienze, decade la descrizione dell’uomo proposta, fin dal ‘400, dall’Umanesimo, e cioè di un Uomo creatura autarchica, autonoma, resa tale grazie all’emancipazione dal mondo animale e in contrapposizione a esso, e della cultura come tratto specifico ed esclusivo della nostra specie e assente nelle altre.

Con il mio lavoro, desidero contribuire alla revisione di questi presupposti che impregnano ancora così profondamente la nostra visione del mondo: voglio sottolineare invece come la cultura umana sia frutto del rapporto con l'alterità animale, e di quanto grande sia il debito che abbiamo contratto, nel nostro cammino evolutivo e storico, con le altre specie. Voglio anche sottolineare la natura ibrida dell’uomo, e come la nostra sia una delle tante specie sul pianeta. Se è vero che la specie Sapiens è unica, ciò nondimeno può essere detto di ogni altra specie animale.

Nelle mie opere cerco di esporre questo concetto unendo umani a ibridi teriomorfi, cercando di contrastare il rischio della lettura antropocentrica che vede l'uomo emancipato dalla sua condizione animale - come se l’uomo fosse stato animale in passato e non più ora – e che descrive l'animale come lo ‘specchio oscuro’ dell’uomo.

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Due sono le folli derive nell'attuale visione del rapporto uomo-animale: una, che vede l'animale alla Cartesio, ovvero come un oggetto; l'altra, alla Rousseau, che vede l'animale umanizzato come un soggetto romantico di un passato idilliaco infranto, ma sempre con sguardo pietistico. Tutte e due sono stupide sopraffazioni umano-centriche.

L'uomo nelle mie immagini accetta condizioni altre, vive in dialogo con l'alterità. Le mie figure teriomorfe sembrano delle fotografie istantanee di vita quotidiana nelle città di un futuro prossimo, in cui la commistione tra l'umano e non umano si esplica in una situazione di normalità. Cerco di empatizzare anche con i mostri epici cambiando quindi la classica prospettiva del racconto.

La mia visione è quella di una società, finalmente matura ed evoluta, che si è pacificata con l'alterità animale, che ha capito ed è riconoscente del debito storico che l'uomo ha verso gli altri animali, e che ha anche maturato una migliore conoscenza – più umile, più realistica, demistificata - dell’Uomo stesso. "

Massimo Degas http://www.massimodegas.it

Last modified on Monday, 07 May 2012 10:54
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