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Il manifesto filosofico del post-human di Robert Pepperell

Written by  16 Jan 2007
Published in Riflessioni
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Il manifesto filosofico del post-human di Robert Pepperell, offre spunti estremamente interessanti per fare una riflessione su una definizione del post-human. Un estratto del suo manifesto tradotto da  Andrea Bonavoglia si trova sulla rivista online (kainos) ed è divisa in 4 parti:


I Dichiarazioni generali
II Dichiarazioni sulla coscienza, sugli umani e sulla filosofia
III Dichiarazioni sulla scienza, sulla natura e sull'universo
IV Dichiarazioni su (dis)ordine e (dis)continuità
V Dichiarazioni sul pensiero, sul significato e sull'essere
VI Dichiarazioni sull'incertezza
VII Dichiarazioni sull'arte e sulla creatività
VIII Dichiarazioni sugli esseri sintetici

I Dichiarazioni generali

1. E' evidente che oggi gli uomini non sono più la cosa di maggior importanza nell'universo. Questo è qualcosa che gli umanisti devono ancora accettare.

2. L'intero progresso tecnologico della società umana è diretto verso la trasformazione delle razze umane come ora le conosciamo.

3. Nell'era postumana molte fedi diventano ridondanti - non ultima la fede negli esseri umani.

4. Gli esseri umani, come gli dei, esistono solo in quanto noi crediamo che esistano.

5. Il futuro non arriva mai.

6. Tutti gli umani non sono nati uguali, ma è troppo pericoloso non fingere che essi lo siano.

7. Nell'era postumana le macchine non saranno più macchine.

8. E' un difetto degli uomini il bisogno di farsi dire da altri ciò che essi già sanno. Soltanto allora lo crederanno.

9. I postumanisti non cadono nella trappola di immaginare una società dove tutto funziona bene. Le teorie economiche e politiche sono futili come le previsioni del tempo a lunga scadenza.

10. Sali sull'onda o muori. Non puoi tenerla sotto controllo, ma puoi cavalcarla.

11. Oggi abbiamo capito che la cultura umana, la creatività e l'intelligenza sono definitivamente limitate.

12. Le macchine complesse sono una emergente forma di vita.

13. Una macchina complessa è una macchina di cui non comprendiamo nè controlliamo interamente le attività.

14. Come si sviluppano i computer per essere più simili agli umani, così si sviluppano gli umani per piacere di più ai computer.

15. Se possiamo pensare a macchine, allora le macchine possono pensare; se possiamo pensare a macchine che pensano, allora le macchine possono pensare a noi.

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VII Dichiarazioni sull'arte e sulla creatività


La produzione e l'apprezzamento dell'arte è una particolare facoltà umana. Spesso è citata dagli umanisti come l'espressione più alta del pensiero umano, la cosa che maggiormente ci distingue dalle macchine.
Sarebbe quindi elegante ammettere che l'era postumana non può cominciare in pieno fintanto che non abbiamo affrontato questa sfida degli umanisti. Allo scopo di sviluppare una macchina che possa produrre e apprezzare l'arte, dobbiamo per prima cosa avere una comprensione più chiara di ciò che essa è.

1. Che cos'è l'arte? Una definizione utile è che essa descrive un prodotto del mercato dell'arte. Dobbiamo distinguere tra un oggetto d'arte e un oggetto esteticamente stimolante. Un oggetto d'arte è un prodotto messo in commercio sul mercato dell'arte. Un oggetto estetico è apprezzato per la sua qualità estetica. Alcune cose possono essere sia un oggetto d'arte sia un oggetto estetico, come gli 'Iris' di Van Gogh. Alcune cose possono essere oggetti estetici senza essere arte, come un tramonto o un iris.

2. Molte persone pensano che molta arte moderna non sia arte, perché ritengono che essa manchi di valore estetico, anche se spunta prezzi alti sul mercato dell'arte. Costoro stanno semplicemente confondendo il valore artistico e il valore estetico di un oggetto. Questi due valori sono del tutto separati, ma sono anche naturalmente collegati. 'L'arte è un prodotto come un altro', affermò Daniel Kahnweiler, procuratore di Picasso. L'arte è un prodotto estetico.

3. Per essere chiari: il mercato dell'arte può essere definito come un insieme definito di istituzioni e organizzazioni commerciali che collettivamente fondano, promuovono e vendono arte.

4. L'arte è (ed è sempre stata) elitaria ed esclusiva, allo scopo di mantenere il proprio valore e prestigio finanziario. Molti artisti moderni si servono dell'elitarismo estetico per garantire un'esclusività che, nel tempo, assicuri e sostenga il livello dei valori. E quindi l'arte serve per distinguere la gente ricca da quella povera.

5. L'arte buona è esteticamente stimolante, l'arte cattiva è esteticamente neutra.

6. I criteri che determinano se qualcosa è stimolante esteticamente o neutro esteticamente sono parzialmente soggetti al mutare della società.

7. L'arte buona contiene un elemento di disordine (discontinuità), l'arte cattiva rinforza semplicemente un ordine già esistente.

8. L'arte buona promuove la discontinuità, l'arte cattiva rafforza la continuità.

9. La discontinuità produce esperienze stimolanti esteticamente, la continuità produce esperienze neutre esteticamente.

10. La discontinuità è la base di ogni creazione, ma la discontinuità non ha senso senza la continuità.

11. L'esperienza estetica ricca è generata dalla percezione simultanea di continuità e discontinuità nello stesso evento.

12. Ogni progetto stimolante si affida al bilanciamento dei relativi quozienti di ordine e disordine nell'oggetto. Questo vale anche per la composizione di musica e letteratura. Tuttavia, tali giudizi non si possono dare separatamente dal fatto che i valori di ordine e disordine sono largamente prescritti dal contratto sociale.

13. L'arte postumana si serve della tecnologia per promuovere la discontinuità. Le società sane tollerano la promozione della discontinuità poiché capiscono che gli umani, a dispetto di se stessi, hanno bisogno di esporvicisi. Le società non sane scoraggiano la promozione della discontinuità.

14. La creatività non consiste nella produzione di qualcosa di completamente nuovo. La creatività consiste nel combinare cose che esistono già, ma che in precedenza erano state tenute distinte. La creatività e l'apprezzamento estetico sono entrambi funzioni dell'abilità umana di modificare, o di aver modificato, le connessioni nei percorsi di pensiero.

15. Il processo di stimolazione estetica è elevato quando i concetti sono forzati insieme da locazioni relativamente diverse in modo discontinuo. L'ammontare di energia richiesto per contemplare concetti diversi produce il rush of excitement familiare a chi apprezza l'arte.

Last modified on Tuesday, 16 January 2007 20:02
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