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Maethelyiah, tra Maschere Sanguinanti e Società Danzanti

Written by  06 Jan 2012
Published in Musica
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La cantante, originaria di Benevento e ora residente in Inghilterra, parla del suo gruppo italiano Blooding Mask, delle molte collaborazioni in corso e del suo ingresso nel rinato gruppo dark inglese (english translation here).


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Avevamo già presentato il ritorno in scena dei Danse Society con la nuova cantante Maethelyiah (che vedete in primo piano in apertura e in altre foto ai lati dell'articolo) - protagonista del programmatico Change Of Skin, distribuito in Italia da Black Widow (vedete la cover qui a destra) - nell'articolo Il dark si rigenera in Italia dello scorso ottobre.

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Stupiti che una formazione storica del rock dei tenebrosi anni '80 del BatCave ritornasse in scena rimpiazzando il vocalist storico con una cantante italo inglese nel cui background la temperie goth si sposa a una formazione anche lirica e ad certa vena mistico epic fantasy, come si evince da alcuni video della sua band Blooding Mask, abbiamo contattato Maethelyiah (il cui nome deriva dalla dea egizia Maat e significa luce della verità e della giustizia) fra le brume d'Albione per sentire dalla sua stessa voce com'è nata questo imprevedibile asse brit-mediterraneo dei suoni oscuri.

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- Blooding Mask, Ballo delle Castagne e ora Danse Society: come si è sviluppato un percorso musicale così singolare e (ora anche) internazionale, così unico nel panorama rock italico, se si fa eccezione per qualche collaborazione special-guest, che però è già qualcosa di diverso dal tuo ruolo attuale di membro a tutti gli effetti dei nuovi Danse Society?

M: Blooding Mask e The Danse Society sono una mia realta' a tutti gli effetti che amo con tutto il cuore. Blooding Mask è il mio lato oscuro, occulto, incomprensibile, che cresce scritto solo da me (musiche e testi) e che di recente abbiamo riproposto dal vivo in chiave riarrangiata grazie alla preziosissima collaborazione di Diego Banchero, Roberto Lucanato e Fernando Cherchi (anche in Egida Aurea), spaziando in improvvisazioni molto profonde.
Con The Danse Society si esprime mio lato diurno, sensuale, carnale, piu' umano. Con loro co-scrivo i brani e loro curano tutti gli arrangiamenti, mentre io mi occupo delle melodie vocali. Anche i testi li scriviamo insieme.
Ai tempi in cui erano in classifica, io ero una ragazzina che si destreggiava in una sconosciuta band dark metal in cui facevo i miei primi passi.
Musicalmente sento con loro di lavorare con leggende viventi, personalmente mi sento molto vicina a loro e completa. Con loro ho un'amicizia molto forte che ritengo una benedizione totale. Comunque in entrambi i gruppi mi sento completa e trovo estremamente stimolante e rassicurante suonare con musicisti di livello talmente alto... mi fa crescere ed imparare tanto, e come cantante per me è la cosa piu' bella che possa capitarmi perche' mi fa capire che una volta finito di studiare musica, non ero che agli inizi della mia formazione
musicale.

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Il Ballo Delle Castagne invece è stata una bellissima esperienza di collaborazione, il disco è molto bello. Non li conoscevo prima che mi venisse proposto di collaborare con loro, e sono stati una sorpresa meravigliosa che mi rende orgogliosa della mia terra d'origine... il che, dopo essere emigrata in Inghilterra da un decennio, è molto positivo.
Oltre a loro ho collaborato con molti altri artisti, come di recente i Will O'Whisp nell'ultima traccia del loro nuovissimo album, e prima ancora con Pilgrim, En Velours Noir, con la Black Widow nella loro splendida doppia compilation in memoria di Lucio Fulci "E tu vivrai nel terrore".
E ora ho in collaborazione anche un altro progetto storico Italiano di cui ancora pero' non posso far parola, lo scoprirete...

Come tutto cio' si sia sviluppato è difficile e semplice da spiegare allo stesso tempo. A 18 anni sono andata via di casa e mi sono avventurata nel mondo con valigia, beauty case e bicicletta pieghevole. Non mi sono mai fermata da allora e l'Universo, che puoi chiamare dio se preferisci, mi ha sempre messo tanta gente in gamba sul cammino (e pure qualche stronzo, che pero' puo' risultare utile all'ultimo, per far risaltare ancor di più le persone valide che ho attorno). Oggi guido una bella Prius e le miglia che faccio sono tante... ma proprio tante... e chissa' che altro mi capitera' alla prossima uscita della mia autostrada!


- Come sta andando il disco coi Danse Society? E i Blooding Mask restano in vita o sono storia passata?

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M: Change of Skin dei The Danse Society ha quasi esaurito le copie in stampa e presto avremo la ristampa. D'altra parte con un digipack a 9 pannelli (immagine a destra, NdR) è difficile resistere, è proprio bello quando si apre tutto!
Blooding Mask è tutt'altro che storia passata. The 5 Monsters e' uscito nel 2009, nel 2010 abbiamo avuto un tour in Inghilterra nei posti infestati dai fantasmi, il Most Haunted Tour. Tra poco esce l'audiomovie (film in audio con tutto l'album e il racconto de "I 5 Mostri") recitato da 2 grossi attori di cinema e teatro, uno dei quali è tra i protagonisti principali del film The Power of the Dalek, David Bickerstaff, di cui sono grande amica e fan sfegatata.
Lavorare con The Danse Society mi impegna un'enorme parte del mio tempo per cui ho dovuto rallentare la registrazione del nuovissimo album di Blooding Mask, che conto di riprendere proprio in questi giorni. Fortuna che soffro d'insonnia altrimenti mi occorrerebbero un altro paio di vite, prima di riuscire a fare tutto!

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- Mi dicevi che è difficile organizzare un vostro tour in Italia, pur avendo una distribuzione italiana per l’album: come mai? Problemi cronici del Belpaese col rock?

M: Diciamo mancanza di serietà, ma è un morbo che non conosce frontiere... Anche organizzare date come si deve in Inghilterra non è facilissimo, a meno che tu non abbia voglia di pagare la gente per poi comunque farti tutto il lavoro da te. Sono sempre pronta a cambiare idea, ma sino ad ora difficilmente trovo chi mi smentisce questa teoria. Chi vivrà, vedrà... Il giorno in cui mi imbatterò in gente in grado di organizzare un tour come si deve e di dirigerlo con maestria, non solo chiederò scusa per aver espresso la mia opinione negativa, ma ne canterò gli elogi ai quattro venti senza problemi, con un enorme sorriso stampato in faccia!

- Ti piace il lavoro che sta facendo la Black Widow fra rock italiano e internazionale, chicche del passato e cose nuove? Senti affinità con altre proposte del loro scaffale?

M: Black Widow è una vecchia conoscenza. Li conosco dagli anni '90 e hanno sempre avuto enorme stima da parte mia, sia a livello personale che professionale. Ho sempre ammirato la scelta dignitosa delle loro proposte, mai scesa a compromessi qualitativi, e dalla loro pervicacia nel perseguirle. Ci sono ovviamente alcune delle cose che ho ascoltato che mi hanno colpito meno ed altre di più, ma quello è un fattore di gusto personale, mentre sulla loro qualità come etichetta e come persone, hanno sempre tutta la mia ammirazione da oltre un decennio.

- Come ti sembra attualmente la scena dark e che ne pensi delle evoluzioni che ha attraversato negli ultimi anni, immaginando che sia l’area che approfondisci maggiormente, data la tua collocazione artistica? O… segui intensamente anche altre aree musicali? Ho avuto l’impressione dai video dei BM che tu abbia anche una notevole passione per atmosfere diciamo così epic/fantasy, sbaglio?

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M: Io non ho un genere ma ho uno stile. Parlare di generi oggi è difficile perché crea confusione. Se parliamo del goth in particolare, purtroppo noto un'estrema enfatizzazione di stereotipi estetici e una meccanizzazione che ne scarnifica la componente musicale, rendendoli derivati di musica tecno. Mi sono imbattuta in band che tanto si fanno il nome ma che poi in sostanza fanno playback dal vivo sospirando dietro a un microfono... francamente anche I Sisters of Mercy ci davano giù parecchio a sospiri ma suonavano... cavoli se suonavano, ed erano di un sensuale...
Ho un passato come solista soprano rossiniano solista (nel coro nazionale Roma 3) e amo la lirica come anche la musica classica. Mi piace ascoltare un po' di tutto, tranne il pop sputtanato che ascolti nelle classifiche e il rap, l'hip hop mi dà sui nervi. Ma a parte ciò, anni '80, jazz, anche hard rock e metal lo digerisco volentieri. E' bello poter scegliere... pero' voglio ascoltare musica, non macchine che mi costruiscono dei loop o voci totalmente rifiltrate... insomma mi piace la sostanza. Anche per la musica, come nel cibo, preferisco il biologico all' OGM.

Mario G

P.S.: Posthuman ringrazia Maethelyiah per la disponibilità e auspica d'averla presto ospite e collaboratrice.

Last modified on Sunday, 08 January 2012 01:55
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